Il metodo

IL CANTIERE DELLE EMOZIONI

Tra gli strumenti del metodo Feuerstein i più versatili sono quelli del livello Basic che si pongono l’obiettivo di lavorare sul riconoscimento delle emozioni, sulla comprensione dei comportamenti sociali correlati, sulla ricerca dei fattori che le generano.  Tali strumenti sono versatili perché ben si adattano a lavorare sulla sfera emotiva, sebbene analizzata sul piano cognitivo con bambini, adolescenti e adulti.
Trattando con i ragazzi gli aspetti emozionali, emerge spesso la difficoltà di individuare la sorgente delle emozioni e la necessità di isolare l’emozione stessa dal comportamento che ne deriva.
Analizziamo gli strumenti da vicino

1. IDENTIFICA LE EMOZIONI (21 pagine)

L’obiettivo è identificare le emozioni e comprendere la loro adeguatezza in diverse situazioni sociali e comportamentali. E’ strutturato in 21 schede nelle quali sono affrontate sette emozioni di base: paura, rabbia, dolore, tristezza, disgusto, felicità, sorpresa a diversi gradi d’intensità. I bambini, partendo dalla descrizione di un volto fotografato, sono guidati in una discussione che li porta a:

  • Riconoscere l’emozione negli altri attraverso l’analisi delle caratteristiche del volto rappresentato
  • Contestualizzare quell’emozione, cioè capire in quante e quali situazioni si può provarla
  • Riflettere su quando, come e perché essi stessi provano o hanno provato la stessa emozione
  • Riconoscere i diversi gradi d’intensità che l’emozione rappresentata può raggiungere

Se alcuni bambini dovessero faticare nel riconoscere le emozioni questo lavoro è un’ottima opportunità perché con l’aiuto del MEDIATORE si possa portare tutti a mettere a fuoco la situazione e l’emozione correlata.
Mediante questo lavoro si vanno inoltre ad affinare le abilità verbali, lessicali, dialogiche dei bambini. Stimola infatti la discussione che in base all’età dei ragazzi può essere condotta su diversi livelli di profondità e rigore logico. Apre a discussioni sul pensiero convergente e divergente, e a un ampio campo di funzioni cognitive e di operazioni mentali.

2. DALL’EMPATIA ALL’AZIONE (19 pagine)

Si tratta del secondo strumento emotivo in cui, ancora una volta, il tema emozionale è affrontato in modo cognitivo. L’obiettivo è favorire l’acquisizione della competenza sociale sviluppando quella qualità di reazione umana che è l’EMPATIA (il mettersi nei panni degli altri), oltre a comprendere e trattare le emozioni.
Al bambino sono presentate varie situazioni che suscitano reazioni e comportamenti diversi in chi vi assiste: dall’indifferenza, alla comprensione passiva, al desiderio di collaborare e di recare aiuto. Dall’empatia nasce un comportamento, un’azione che deve essere appropriata rispetto al problema da risolvere.
Il livello di astrazione di questo strumento è più elevato del precedente, non ci sono foto, ma solo vignette e le situazioni risultano un po’ più complesse perché su di esse bisogna essere in grado di esprimere giudizi di valore (qual’ è il problema, qual è l’atteggiamento più corretto, più efficace per risolvere il problema).

3. PENSA E IMPARA A PREVENIRE LA VIOLENZA (21)

Terzo strumento nella sequenza degli strumenti socio-emozionali usa un formato simile ai precedenti.
L’obiettivo è creare un linguaggio per parlare e analizzare i conflitti, utilizzare con fluidità tutti i concetti concernenti la sequenza, utilizzare il linguaggio come chiave d’accesso ai processi d’apprendimento.
In modalità pittografica sono rappresentate situazioni di conflitto con la presenza di un aggressore e di una vittima. Scopo dello strumento è discutere i comportamenti della vittima di fronte ad evoluzioni diverse della situazione, al fine di promuovere il pensiero rappresentativo e ipotetico. Di fronte ad un aggressore bisogna essere in grado di predire le conseguenze di certe azioni per pianificare il comportamento più adeguato. Questo lavoro permette di imparare a mettersi nei panni dell’altro e di poter riconoscere i suoi atteggiamenti, comportamenti in situazioni di criticità.

PROPOSTA

Laboratori di un’ora alla settimana da proporre in orario scolastico, dove si presenteranno le varie pagine degli strumenti su cui si svilupperà poi la discussione, attraverso la presenza del mediatore formato al metodo Feuerstein.
Per la scuola primaria si lavorerà sul primo strumento ed eventualmente il secondo, mentre nella scuola secondaria si partirà dal secondo per poi passare al terzo.
Si può pensare di partire in modo sperimentale proponendo il lavoro solo in una classe per ogni livello scolastico, se poi si valuta utile il lavoro svolto, si può ampliarlo ad altre classi.
Una o due serate dedicate ai genitori, in cui fare qualche riflessione sull’importanza dell’educare alle emozioni, di cosa voglia dire e di come lo si può fare, per poi presentare brevemente il metodo Feuerstein ed infine introdurre gli strumenti che verranno utilizzati durante il laboratorio con una loro presentazione.